templumetrusco-302x315Il retaggio organico dell’architettura etrusca, è  inerente al  rapporto con la terra; le sepolture ipogee non erano solo involucri aventi quella specifica funzione ma  il significato simbolico andava oltre quello funzionale si sepoltura. La riapertura del museo archeologico di Vulci è una occasione interessante, per riflettere su questa antichissima architettura. Questo può essere un tempo di ri-germinazione architetturale? a partire dai sistemi museali?

Archeologia, storia, ed architettura, spesso si coordinano in modo “quasi insospettabile” e sono tre signorine anzianotte che si raccontano molte cose, sono quasi pettegole.  Cosa dice l’archeologia etrusca all’architettura?

  •  La tomba etrusca era un’ architettura dello spirito, dove lo spazio non solo accoglieva il defunto ma raccontava la vita del defunto, in questo senso, era una architettura che accoglieva “la nuova vita del defunto” nel mondo “ulteriore”. Intanto occorre capire, qual era il mondo religioso etrusco e cosa era la disciplina etrusca. Per innescare la comprensione, di cosa era una tomba etrusca ergo, la sua architettura, è opportuno, conoscere la natura della religione  etrusca che si fonda sulle “rivelazioni”. La dottrina più suggestiva degli etruschi era sia la dottrina fulgurale, sia la presenza degli  aruspici, che spesso erano “consultati” anche dai romani.
  • Gli  aruspici interpretavano gli eventi meteorici della natura secondo una logica sincronica, costoro sapevano che quell’evento era pre-definito dagli Dei cosi come tutti gli eventi personali erano prevedibili  perchè credevano che fossero impostati prima dagli Dei.
  • Un esempio suggestivo e forse a volte ci azzeccano, era la sequenza e frequenza dei fulmini, durante un evento meteorico; un primo fulmine, consiglia o sconsiglia una azione, alla quale si è pensato; un secondo conferma, se un fatto, accaduto, può avere conseguenze o ripercussioni buone o pessime; un terzo fulmine “ammonisce” per evitare in modo chiaro un pericolo, specie se a quel pericolo non si è pensato.
  • Altri erano i metodi di divinazione, specie nei periodi in cui non v’erano precipitazioni meteoriche assimilabili a temporali.
  • Lo spazio celeste era diviso in 4 parti principali e orientato secondo gli assi cardinali con una proiezione a terra, la forma ergo era circolare, in modo da avere, elementi pluri direzionali cui assegnare un significato; sembra chiaro che se un fulmine cadeva in prossimità del proprio corpo, e osservando verso nord, si sceglieva, il settore cui era caduto per dedurre e trarre conclusioni, questo riguardava tutto anche la decisione di costruire un villaggio che poi diveniva una città, ergo tutta l’architettura era influenza da questa disciplina religiosa, integrata con gli “elementi” della natura.A voi il prosieguo della “riflessione”.

L’idea di scrivere questi appunti nasce dalla lettura di questo interessante link, ed anche in virtù del fatto che i miei antenati erano di origine etrusca.

(c) a cura di http://www.archiram.com

fonti: gli Etruschi  di Massimo Pallottino

https://percevalasnotizie.wordpress.com/2016/06/19/flash-il-29-giugno-riapre-il-museo-archeologico-di-vulci/