Il valore di dominio sul tempo dell’architettura, come archetipo della vittoria della vita sulla morte S. Andrea a Mantova Leon Battista Alberti.

  • I simboli che controllano la facciata della basilica sono legati al quadrato al cerchio ed al triangolo, ma è la contrapposizione tra cerchio e triangolo che definisce l’archetipo della durata della vita  nel tempo. Questo aspetto, snida una componente fondamentale dell’energia creativa dell’uomo, che si esprime attraverso la volontà, strumento  utile ad esercitare uno sforzo, per oltrepassare gli ostacoli.
  • Intelletto ed emozione non possono essere scissi e la basilica di Mantova dell’Alberti è una della più importanti testimonianze di questo aspetto; i risultati relativi all’unione dell’archetipo “spirito” e materia, ergo emozione ed intelletto, (cerchio e triangolo), sono  tangibili nella forma e nella costruzione
  • Il triangolo che simboleggia la morte, definisce  il limite della ragione, che ci informa della fine biologica della vita, per questo la forma del triangolo ( il grande timpano classico che sovrasta  la volta a botte sottostante) posso vederla come elemento della ragione; il cerchio associabile allo spirito, si allontana dalla ragione e pone la vita su un piano superiore; allora possiamo comprendere immediatamente come, la forza della fede e del credere in un progetto, è superiore alle possibilità materiali immediate, perchè travalica il tempo
  • Chi crede in un progetto, lo realizza, nonostante vi siano coloro che tentano di ostacolarlo. Il progetto e l’idea assumono vita propria e dimostrano all’unisono, il fatto che la traiettoria assegnata ad un disegno, genera prima o poi cose tangibili, dimostrando la credibilità di chi aveva previsto da tempo specifici fatti ed eventi.
  • Avevamo parlato del blocco di marmo cui non credeva nessuno e che Michelangelo utilizzò per creare per giunta il David. Per uno strano caso che definiremo sincronia anche nel tratto della Bibbia in cui di descrive quell’episodio, siamo davanti ad un evento improbabile che poi diventa tangibile.
  • Chi attraverso procedure contorte della mente pensa che siano sufficienti 4 rituali, corruttivi per fermare specifici progetti, ancora non conosce e non ha capito che potenza possiede lo studio dell’architettura e la sua progettualità. L’architettura è la più antica alchimia dell’uomo associata ad una attività ancora più antica che è l’arte, fonte di propiziazione  della realtà e di nuovi archetipi dell’esistenza umana.
  • La bellezza è questo, ergo l’unione tra gli attributi emotivi, ed intellettivi di un opera; Sant’Agostino definiva proporzione simmetria e bellezza in modo rigido vincolando tutto alla simmetria.
  • In Alberti il concetto di bellezza è universale anche se egli, ha utilizzato la simmetria che non dimostra il concetto che egli esprime ma che tuttavia è valido per ogni espressione architetturale : <<Ma , noi per essere brevi la diffiniremo in questo modo e diremo, che la bellezza è un concerto( concinnitas) di tutte le parti accomodate insieme con proportione, e discorso in quella cosa, in che le si ritruovano; di maniera, che e’  non vi si possa aggiungere, o diminuire, o mutare cosa alcuna, che non vi  stesse peggio>>
  • Egli indica l’armonia organica tra le parti perchè quando l’oggetto ottiene il massimo della gradevolezza e bellezza, diventa impossibile qualsiasi intervento, per questo, ogni azione degli stolti su edifici o in prossimità di edifici che hanno ormai una completezza organica, diventa immediatamente riconducibile ad una violenza sudicia e ripugnante, ma tale riconoscimento, è riscontrabile solo da chi conosce questo codice albertiano e lo sa leggere.
  • A questo punto la volontà di completare un lavoro si fonda anche sull’armonia politica degli elementi e coloro che si sono messi in luce per “stupida incoerenza”, con lo scopo di ottenere spazi da anni rubati attraverso meccanismi  “artificiosi”, dovrebbero occuparsi di loro stessi, invece di pensare di ostacolare il cammino di chi è nettamente superiore per talento volontà e capacità; vedete, il genio non reagisce ma agisce sempre con la medesima linea, e non perdendo più di tanto tempo nel seguire le vicende altrui, si occupa di sintetizzare al meglio i suoi “archetipi”.
  • La trattatistica, la tipologia e l’estensione a modello di riferimento, poi è una conseguenza dell’ottimo risultato raggiunto.
  • (C) alberto mei rossi http://www.albertomeirossi.com
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