Storytelling architetturale o architelling, progettare il futuro #storytelling #architelling

  • L’esaurimento dei contenuti espressi in sintesi della conferenza di La Spezia, è molto lontano dall’essere compiuto; all’interno del mio dossier, è raccontata una nuova modalità di progettazione del futuro; infatti prima di, sviluppare un progetto avanzato, che ormai negli Stati Uniti è cosa quotidiana, si procede con “l’architettura narrativa di contesto”.
  •  Primo progetto in Italia di Architettura narrativa è stato il mio, presentato il 27 novembre 2015 (pubblicato); l’idea parte dalla logica dello story-telling, che in questo caso si configura su una storia non narrata e non inventata ma “ristudiata” che è quella di “Sforzinda”; il territorio di Sforzinda è quello del Ducato. La città ideale denominata Sforzinda dal Filarete, è il perno del processo narrativo di cui parlo dal 2007 circa; processo narrativo che ha ottenuto diverse pubblicazioni tra cui 3 interviste su radio Montecarlo una pubblicazione su un quotidiano e l’estensione del progetto sul trattato di architettura, concepito come atti del Convegno “Architettura e città problemi di conservazione e valorizzazione”.( La Spezia)
  •  Sappiamo che qualche imbecille confonde la “megalomania” con la “visione” ma non possiamo far altro che provare compassione per questi sudici stolti, che credono di “sapere”.
  • La visione  di supporto, del progetto, contiene una struttura narrativa, che si carica di simboli e di logica, nell’affrontare il futuro remoto della città di Milano; dal futuro remoto, che esplora uno scenario, legato all’immaginazione di come sarà strutturato il territorio della città nei prossimi secoli; la clessidra del tempo posta al contrario ritrova tutta la forma urbana perduta; la progettazione architettonica in story-telling che potremmo definire archi-telling può essere elaborata da poche persone in grado di farlo; se chiedere ad un professionista qualunque di immaginare un edificio concepibile nel 2560 d.c. ,il più delle volte non vi sa rispondere, perchè non è capace di capire cosa è la proiezione di un processo mentale in “pro-gettazione”.
  • Oramai sappiamo tutti che il “futuro” non esiste e che quello che avremo in futuro è ciò che noi progettiamo oggi e che quello che noi stiamo progettando avrà una incidenza sul futuro, di conseguenza prima di progettare una architettura prevedibile nel futuro occorre, che sia il futuro stesso ad essere progettato.  L’unico modo di progettare il futuro e l’unico modo di prevedere il futuro è “inventarlo”. Ma non possiamo rendere  orfano il futuro dalla memoria ergo, storia. La matematica ci viene in aiuto e la definizione della città attraverso il modello matematico dell’equazione del cono, ci consente di ottenere un modello  universale, utilizzabile anche nel futuro

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Dall’editoriale del sito – archiram http://www.archiram.net/editoriali%20archiram%20net.html#architelling

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#gigagrattacieli #megatalproject #grattacieli milano? #grattacielo, strumento architetturale ormai obsoleto.

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